Propaganda Democratica

di Salvatore Fiorentino © 2021

Il vero problema dell’Italia, dalla caduta della “prima repubblica”, dove la democrazia era partecipata attraverso i partiti politici, ciascuno con una propria ideologia ovvero una griglia di valori di riferimento non negoziabili, è la debolezza dell’intero sistema politico. La prova regina è data dal fatto che non si riesce a trovare un accordo neppure in periodo di emergenza pandemica se non delegando ad un “tecnocrate” il governo del Paese, in questo modo venendo meno ad una precisa responsabilità “politica” e nascondendosi dietro il paravento della “tecnica”, a cui demandare la soluzione dei problemi. E se i provvedimenti non saranno “popolari”, scatterà lo scaricabarile a cascata: i partiti daranno la colpa al premier, il quale la declinerà ai governatori, i quali la rimetteranno ai sindaci.

Sindaci che poi verrano lasciati soli dagli stessi partiti che li hanno espressi, come è accaduto a Roma prima con Marino (del PD) ed oggi con Raggi (del M5S), nel momento in cui non si renderanno disponibili a sacrificare i cittadini che li hanno votati per assecondare gli interessi di parte, in nome di una “politica” che continua a tradire la sua ragion d’essere, cercando poi di sopravvivere a sé stessa alimentando la macchina della propaganda, per ciò servendosi di “nani e ballerine”, ossia di tutte quelle figure di pubblica notorietà, tra cui artisti, calciatori, giornalisti, presentatori tv, opinion leader, “influencer” e compagnia bella, arruolate alla causa e per la quale ricevere la lauta ricompensa mediatica se al momento inopportuno si spara contro l’avversario politico di turno da abbattere.

E se il maggiore partito dello schieramento “progressista” non sa più a quale segretario votarsi, non riuscendo a costruire una classe politica degna di questo nome, dovendo richiamare per tale ruolo un personaggio già rocambolescamente scartato per l’incapacità manifestata nel ruolo di premier affidatogli, non ci si può poi meravigliare se questo signore continui a fare in malo modo quello che non sapeva fare, ossia il politico, tentando disperatamente di dissimulare questa incapacità mediante una serie di paraventi identitari, come la questione delle “quote rosa”, quella dello “ius soli” per finire con quella del contrasto alla “omofobia”, finendo per ghettizzare ed etichettare chi si vorrebbe invece tutelare da ogni discriminazione di sorta, senza fornire soluzioni concrete in merito.

Il segretario del Partito Democratico (o meglio si dovrebbe dire della “Propaganda Democratica”), così come tutti i suoi predecessori, fa finta di non comprendere che l’emorragia di consensi che si è verificata anche nelle zone d’Italia tradizionalmente “rosse” è dovuta proprio a questa incapacità politica di rappresentare i valori in nome dei quali si chiede ai cittadini il voto, valori che restano pertanto enunciati e affidati alla retorica di una pletora di pseudo artisti ed improbabili cortigiani, ma traditi quotidianamente nei fatti, nell’attività legislativa e di governo locale, regionale e nazionale, con riflessi tangibili anche nel mondo sindacale di riferimento, in primo luogo la CGIL, dato che CISL e UIL hanno dismesso da tempo il loro ruolo per divenire partiti politici di complemento.

La “sinistra” è così divenuta solo una posa per intellettuali da salotto, per imprenditori parassitari e assistiti, per tutti coloro che senza il “soccorso rosso” sarebbero il nulla, invece che occupare indebitamente posizioni preminenti nella società, con la conseguenza di condurre ad esiti fallimentari le organizzazioni e le attività loro affidate. E’ quindi del tutto normale che il popolo, ossia la stragrande maggioranza della società civile, che legittimamente aspira a vivere pacificamente un’esistenza libera e dignitosa ottenuta per mezzo del lavoro regolarmente retribuito, venga attratto dalle sirene delle forze politiche di matrice “populista”, che si collocano tradizionalmente nella parte “destra” del parterre politico. Sirene che non potranno essere disattivate con la sterile Propaganda Democratica.

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