La morte della repubblica

di Salvatore Fiorentino © 2021

Negli stessi giorni in cui c’è un generale dell’esercito in mimetica pennuta che rastrella non vaccinati, nelle stesse reti unificate, pubbliche e private (ma che differenza c’è?), che spandono nell’aere la voce del “regime democratico” instaurato nel Belpaese, dove ogni scusa è buona per inoculare il RNA messeggero dell’indole fascista della sedicente classe dirigente (sarà per mascherare la manifesta incapacità?), tra una ritirata senza dignità (e senso) delle forze (deboli) dell’Occidente dal Medio Oriente e le parole sempre più vuote (a perdere) dei leader politici, si insinua un venticello subdolo e virale che pare appartenere allo stesso ceppo della calunnia, dato che è tutto falso ma alla fine qualcosa (o qualcuno?) resterà (al Quirinale?): “il presidente Mattarella rimanga al suo posto per un nuovo mandato, è questo il sentire comune dei cittadini, delle forze politiche, delle componenti sociali; egli e Draghi sono una garanzia per il Paese“.

Così certificata la morte della repubblica (“la Repubblica-ah” sempre declamata da Mattarella nei suoi discorsi morbidenti, come fosse una divinità invisibile), non resta che fissare luogo, data e ora dei funerali (di Stato). Sicché occorrerà convertire il “Recovery Plan” in un grandioso “Cemetery Plan”, luogo al cui ingresso sarà incisa (nelle 24 lingue dell’UE) la seguente iscrizione: “Ahi serva Italia, di dolore ostello / nave sanza nocchiere in gran tempesta / non donna di province, ma bordello / Per me si va ne la città dolente / per me si va ne l’etterno dolore / per me si va tra la perduta gente / lasciate ogne speranza, voi ch’intrate“. Ma non si potrà entrare senza il “Gray Pass”, i cui criteri saranno fissati con un DPCM postumo. Anche il Tricolore sarà virato in scala di grigi, mentre l’inno di Mameli sarà soppiantato da una sinfonia di Mahler (magari l’adagietto della quinta, colonna sonora di “Morte a Venezia” di Visconti, per la gioia dei leghisti).

La Costituzione. Che fine farà? Tutto già previsto, sarà una reliquia da sistemare in un apposito tabernacolo collocato alla sommità dell’altare della patria (minuscola, ormai), dove ogni anno, per celebrare la morte della repubblica (“la Repubblica-ah“), il presidente in perpetuo si recherà a rendere le onoranze, con i Corazzieri in pompa funebre e le Frecce Tricolori (in bianco e nero) a completare il quadro. Per non sciuparla, la Costituzione non potrà più essere sfogliata, la copertina sarà marmorizzata e sobriamente listata a lutto. Inoltre, per evitare ogni colore improprio ed ogni inopportuno richiamo a simboli vitali, saranno banditi gli addobbi floreali, sicché a dominare la scena resterà il bianco travertino, eterno materiale di Roma caput mundi (ma la sindaca Raggi sarà rimossa, non servendo più, mortis causa, asfaltare strade, aprire asili nido, riqualificare le periferie).

Il lavoro. E’ sostituito dall’eterno riposo (l’obiettivo della piena disoccupazione sarà raggiunto dal governo), mentre viene abrogato il reddito di cittadinanza, dato che in una repubblica defunta si arresta la circolazione dei beni e della moneta, cessano gli scambi commerciali, né sussistono esigenze da soddisfare. I luoghi di lavoro saranno gestiti dal ministero della defunzione pubblica a scopo di conservazione museale, secondo i progetti previsti dal “Cemetery Plan”. Il presidente di Confindustria non dovrà più scomodarsi per minacciare il ministro del lavoro (ora della disoccupazione) che prevedeva penalità per le imprese che delocalizzavano la produzione (e i posti di lavoro) all’estero, né il governo dovrà più raffazzonare i provvedimenti adottati per compiacere cotanto dante causa, così come gli organi di “informazione” del nuovo regime tanatocratico non dovranno più lambiccarsi per occultarne le genuflessioni.

La giustizia. A seguito della sempiterna riforma rimarrà in funzione (gratis et amore dei) solo la “giustizia divina”, con unico ed inappellabile grado di giudizio. Quella terrena sarà sepolta (a futura memoria) in appositi “cimiteri del fascicolo”, visitabili dalle parti in causa la prima domenica di ogni mese, suddivisi in tre gironi penali (“assolti”, “condannati”, “prescritti e improcedibili”) oltre ad un unico cerchio civile, amministrativo e contabile. I magistrati ordinari e speciali saranno trasferiti d’ufficio, ma senza retribuzione, nei ruoli dei ministri di culto, secondo la libertà di orientamento religioso, che però potrà essere cambiato solo una volta ogni dieci anni. Il C.F.M. (consiglio funerario della magistratura, presieduto dal presidente in perpetuo della “Repubblica-ah“) deciderà le cappelle di assegnazione e valuterà le istanze di conversione da una corrente religiosa ad altra. Hic quondam morbo caeli miseranda coorta est.

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