L’ipocrisia dell’indipendenza

di Salvatore Fiorentino © 2021

Credere di trasformare una palude malarica in uno specchio di sorgente pura solo rimestandone le acque è quello che oggi si fa nel tentativo di restituire quanto meno una patina di dignità, per non dire di credibilità, alla magistratura italiana, ed in particolare a quella requirente, mai caduta così in basso nella scala di fiducia dei cittadini, che sono poi coloro in nome dei quali si dovrebbe amministrare la Giustizia, sia detta con la maiuscola. Perché è ormai chiaro e lampante come le guerre intestine che si combattono per la conquista dei posti di procuratore capo nelle sedi cosiddette “strategiche” dipendono dall’enorme e smisurato potere che le procure hanno acquisito, tanto che qualcuno parla di “quarto potere”.

L’esperienza comune insegna come l’obbligatorietà dell’azione penale sia pressoché una chimera, dato che invece è invalsa una fortissima discrezionalità, sino al punto che vengono non di rado ignorate le notizie e i rapporti che provengono dagli organi di polizia oltre che dai privati cittadini, da chi ancora crede che denunciare i reati sia un dovere civile prima che morale e giuridico, attendendosi una risposta che spesso non arriva o arriva tardi e male. Piuttosto, si è visto come sia diffuso un modus operandi che appare troppo intriso di una partigianeria – ma stavolta i partigiani della Costituzione non c’entrano nulla – intinta nella causale di comodo che rimanda a generiche radici culturali o ideologiche, se non politiche.

Allo scandalo dell’ordine giudiziario con il suo organo di “autogoverno” in testa, il CSM, si è voluta dare una rappresentazione minimalista e depistante, riducendo un fenomeno che ha origini profonde al semplicistico “caso Palamara”, come se un sistema strutturato e regolato da accordi sotterranei e indicibili potesse trovare oggi il suo lavacro delle coscienze additando colui che ne è divenuto l’icona, la figura terminale su cui scaricare prima le richieste di ogni sorta, dopo le responsabilità di una intera categoria, al netto di quei pochi emarginati che si sono rifiutati di scendere nel seminterrato del compromesso, nel retrobottega della falsità. E nel novero degli esclusi non figura certo il procuratore generale presso la Cassazione.

Che oggi, con un’ipocrisia che ha squarciato ogni velo, con un volto teatralmente contrito, solleva il dito, appesantito da una toga che indossa come una coltre, contro alcuni colleghi a suo dire responsabili di aver distrutto la credibilità della magistratura, credibilità costruita in decenni di duro lavoro di tanti magistrati integerrimi. Ma per pronunciare questa accusa occorre essere credibili e Giovanni Salvi, oggettivamente, non lo può essere, in quanto anch’egli beneficiario, forse il maggiore dato il posto di somma apicalità ottenuto, di un sistema di nomine che invece di rispondere all’unico criterio ammissibile, quello del merito, è stato piegato al mercato tra le correnti togate, non senza le dangerous liaisons con la politica.

Giovanni Salvi ha scalato il vertice della magistratura requirente costruendo abilmente un curriculum che sino a pochi anni fa era alquanto povero, in ciò evidentemente aiutato da una prassi ormai consolidata per la nomina dei procuratori delle sedi di elevata rilevanza, secondo cui si può diventare procuratori di Catania, Palermo e persino di Roma, ma anche di Perugia, senza mai aver ricoperto un incarico direttivo né, in alcuni casi, neppure semidirettivo, ossia senza aver ricoperto il ruolo di procuratore o di procuratore aggiunto presso una sede di minore rilevanza, prevalendo su candidati in possesso di tali titoli. E mentre Palamara vedeva di notte Lotti, Giovanni Salvi ci pranzava abitualmente di giorno.

(27 giugno 2020)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: